Andrew Motion
Sul tavolo
Ci terrei a precisare che ho comprato
questa
tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati
da
alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato
che
indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito
–
hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’,
mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro
oppure
no.
Come è potuto uscirsene così in silenzio
dalla
nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche
altro
sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra
quelle
pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi
in
una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce
un’astina
dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo
di
piombo.
È passato tanto tempo ormai, amore
mio,
tanto
tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima
notte
sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere
pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino
a
quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli,
di
schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto
ci
vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa,
calda,
candida come la luna.
Traduzione di Helena
Sanson
Aa.Vv., Nuove poesie d’amore
a cura di Angela Urbano
Crocetti Editore 2010
Novità - In libreria a inizio Febbraio