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Iosif Brodskij


Presepio

Bambino, Maria, Giuseppe, Magi, asinello
e bue, cammelli, casette, sentieri, colline,
pastori giganti in cioce e pelli d’agnello:
tutto questo ora è argilla, folla di figurine.

Bambagia cosparsa di lustrini. Nell’ovatta un falò.
E ti viene voglia di toccare la stagnola della stella
con un dito, anzi con tutt’e cinque come la provò
Gesù. Di notte, a Betlemme, nella stalla.

Là tutto era più grande. Ma alla creta
col cielo di carta turchina, il bianco sparso
alla rinfusa, l’immensa stella cometa,
piace incarnare ciò che lo sguardo ha perso

in eterno. Sei più enorme, adesso, di tutti loro.
Dalla finestra spii nella povera capanna:
guardi dal cosmo, da sommità che ignora,
il popolo di statue alte una spanna.

Lì la vita continua, perdura: intanto
che gli uni crescono, agli altri i secoli
sottraggono volume: così è successo a te.
Le statuine combattono con granuli

di neve, la più piccola prova il seno materno.
E vorresti socchiudere gli occhi, o saltare nella più vicina
galassia, vagare per il sonoro deserto d’inverno
dove le stelle sono quanta c’è sabbia in Palestina.

Dicembre 1991

Traduzione di Serena Vitale

Da Iosif Brodskij
Poesie italiane
a cura di Serena Vitale
Adelphi Edizioni 1996, 2004



La Direzione e la Redazione di Poesia
augurano ai collaboratori
e agli amici lettori
di trascorrere un sereno Natale

 



   
   
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